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Una lugubre, desolata ed ammaliante Piazza San Pietro: quando la realtà supera la finzione

«Pensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato» e, ancora, «Nessuno si salva da solo»: l’omelia di Papa Francesco sfiora, afferra ed interconnette i cuori di ogni singolo individuo. Con quella semplicità, quella forza e quel coraggio che notoriamente contraddistinguono il Pontificato del gesuita Jorge Mario Bergoglio.

Quando la realtà supera la finzione.

Quella lugubre, desolata ed ammaliante Piazza San Pietro non è il frutto della regia di Paolo Sorrentino; quell’uomo vestito di bianco, faticante nel salire i gradini battuti dalla pioggia, non è il risultato del sapiente lavoro di una serie TV visionaria.

Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio (1936), è il 266° Papa della Chiesa Cattolica a partire dal 13 Marzo 2013. Di origini argentine, è il primo Pontefice proveniente dal Continente americano | Fonte: clicca qui

Le immagini, le parole e gli interminabili silenzi promanatisi dal Vaticano in ogni angolo della Terra si trasformano immediatamente in un veicolo comunicativo potentissimo, per tutti: cattolici o meno, credenti ed agnostici/atei. Un evento eccezionale, in una fase storica eccezionale. Destinata a segnare indelebilmente le nostre memorie, le nostre coscienze, le nostre vite.

La formula Urbi et Orbi, l’indulgenza plenaria, l’adorazione eucaristica. E ancora il riecheggiar della musica sacra, con alcuni tra i brani più antichi della fede cristiana e/o riconducibili al tempo pasquale. Un’eco di note e di riflessioni che si diramano tra le magnificenze artistico-architettoniche che soltanto il genio italiano poteva realizzare: quell’impareggiabile bellezza in grado di toglierci il fiato, di irrompere le barriere spazio-temporali e di avvicinarci a Dio.

Una desolata Piazza San Pietro | Città del Vaticano | Fonte: clicca qui

«Pensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato» e, ancora, «Nessuno si salva da solo»: l’omelia di Papa Francesco sfiora, afferra ed interconnette i cuori di ogni singolo individuo. Con quella semplicità, quella forza e quel coraggio che notoriamente contraddistinguono il Pontificato del gesuita Jorge Mario Bergoglio.

Un uomo dal sangue italiano, cresciuto e forgiatosi in Argentina. Un uomo che medita ai piedi del trecentesco Crocifisso miracoloso di San Marcello al Corso, scampato da un incendio ed in grado di scacciare la peste da Roma nel 1522. Un uomo che prega la fine della pandemia, per il mondo e con il mondo in una piazza soltanto apparentemente vuota, nel triste canto delle ambulanze che affligge il nostro tempo.

Una desolata Piazza San Pietro | Città del Vaticano | Fonte: clicca qui

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