Diciamoci tutto

Un deprecabile clima di tensione, quanto mai distante dalle reali difficoltà del Paese

Trincerarsi strumentalmente dietro le legittime preoccupazioni sul “modus” nonché sulle linee progettuali che l’Esecutivo dovrà attuare per covare le frivole aspirazioni di una compagine partitica sotto la soglia del 3% in tutti i sondaggi è un comportamento immaturo, che evidenzia una chiara frustrazione sul piano politico.

Nel pieno di una pandemia globale, gli atteggiamenti manifestati da Italia Viva (IV) e dal suo leader sono quanto mai distanti dalle reali difficoltà del Paese.

Da sinistra verso destra: la politica tedesca Ursula von der Leyen (1958), Presidente della Commissione Europea, in compagnia del politico italiano Giuseppe Conte (1964), Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana | Fonte: clicca qui

Un deprecabile clima di tensione, ben orpellato dalle finte necessità risolutorie sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) – organizzazione internazionale a carattere regionale altresì definito Fondo salva-Stati che in tale circostanza ha elaborato un piano economico (il cd. Pandemic Crisis Support) per venire incontro alle spese sanitarie dirette/indirette sostenute dai singoli Stati membri, senza condizionalità (per capirci, il Vecchio Continente ha appreso dai suoi stessi errori le dolorose lezioni della Grecia et similia) e a tassi bassissimi, il cui ammontare dovrà essere restituito dagli eventuali Paesi aderenti entro dieci anni – e sul Recovery Plan (ossia i progetti di riforma strutturali, finanziati dal Next Generation EU e, quindi, dal Recovery Fund varati dal Consiglio Europeo nell’ormai celebre accordo del 21 Luglio 2020, durante il secondo vertice più lungo della storia dopo quello di Nizza svoltosi nel 2000). Dei 750 miliardi – di cui quasi 400 come trasferimenti a fondo perduto – l’Italia potrà beneficiare di 208,8 miliardi (di cui 81,4 in trasferimenti e 127,4 in prestiti), pari al 28% circa del totale. Se aggiungiamo gli ipotizzabili fondi del MES (l’Italia ne percepirebbe, qualora accettasse, 37 miliardi circa) la cifra totale sfiorerebbe i 250 miliardi.

Next Generation EU | Fonte: clicca qui

Trincerarsi strumentalmente dietro le legittime preoccupazioni sul modus nonché sulle linee progettuali che l’Esecutivo dovrà attuare per covare le frivole aspirazioni di una compagine partitica sotto la soglia del 3% in tutti i sondaggi è un comportamento immaturo, che evidenzia una strategia retrostante ma anche una chiara frustrazione sul piano politico. Un ipotetico scenario di caduta del Governo, in una fase di così elevata criticità, si tradurrebbe peraltro in un’operazione tanto assurda quanto ardua da gestire per le istituzioni nostrane.

In questo momento, è necessario preservare più che mai l’unità nazionale scongiurando quei fenomeni che minano la coesione sociale. Esecutivo ed enti locali, maggioranza ed opposizione, comunità scientifica e libera informazione: urge impegnarsi per lo stesso obiettivo, mantenendo una linea comune che contrasti l’insorgere di ulteriori diseguaglianze e di nuove categorie di povertà.

L’Italia e i suoi cittadini hanno l’inderogabile compito di rimanere uniti. Con determinazione, coraggio e spirito di sacrificio. Perseguendo, insieme, un’unica meta.

➤ Testo del decreto legge del 18 Dicembre 2020, n. 172: clicca qui

Piazza Venezia | Roma | Fonte: clicca qui

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