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Sicilia | Nuovo DPCM, l’Isola in area “arancione”: le nuove restrizioni e i 21 parametri utilizzati per monitorare il rischio dei contagi da Coronavirus

«[…] Nell’area arancione, con criticità medio alta, ci sono Puglia e Sicilia». Così si è espresso nella giornata di ieri, durante la conferenza stampa, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Il nuovo DPCM firmato lo scorso 3 Novembre 2020 che entrerà in vigore a partire da domani e valido fino al 3 Dicembre (salvo ulteriori modifiche), ha previsto la suddivisione dell’intero territorio nazionale in tre aree di rischio differenti: gialla, arancione e rossa. A seconda dell’area in cui ricadono le venti Regioni italiane variano, ovviamente, le restrizioni che mirano a contenere l’aumento esponenziale dei contagi da Coronavirus.

Di seguito, le restrizioni previste dall’ultimo DPCM per la nostra isola:

Le restrizioni per le Regioni ricadenti nell’area “arancione” (Puglia e Sicilia) previste dal DPCM del 3 Novembre 2020 |Fonte: © La Repubblica

Non sono mancate le critiche da parte del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il quale ha ritenuto «La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a “zona arancione” […] assurda e irragionevole». E ha continuato, dichiarando: «[…] Un dato per tutti: oggi la Regione Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare della Regione Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a “zona gialla”. Perché questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo di Giuseppe Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perché ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano».

Al netto delle critiche tra i vari livelli istituzionali, la suddivisione nelle tre zone è il risultato del monitoraggio di ventuno parametri che tengono conto del rischio in ogni singola Regione, qui di seguito elencati:

1. Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

3. Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).

6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

7. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.

8. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

9. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

10. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.

11. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

12. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

13. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

14. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).

15. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).

16. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.

17. Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).

18. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.

19. Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).

20. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

21. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

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