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Quali effetti provoca all’economia mondiale la guerra in Ucraina?

La guerra tra Russia e Ucraina, iniziata tra il 23 e 24 febbraio, sta avendo un grande impatto sull’economia mondiale e le conseguenze saranno ancora più gravi se non verrà trovato un accordo di pace in tempi brevi. Il conflitto, che affonda le radici nel 1991, anno in cui è avvenuta la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’indipendenza dell’Ucraina, vede coinvolti gli Stati Uniti di Biden e la Nato, che cercano in ogni modo di contrastare Putin, con il rischio di scatenare una terza guerra mondiale. In ogni modo, le sanzioni applicate alla Russia, il venir meno di accordi commerciali e le situazioni di instabilità geopolitica avranno delle ripercussioni sull’economia mondiale, con Paesi che ritroveranno ad affrontare aumento dei prezzi dei beni di consumo, difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime, instabilità nei mercati, riduzione dei consumi e degli investimenti.

Rallentamento della crescita economica globale

Uno degli effetti principali della guerra in Ucraina è il rallentamento della crescita economica a livello globale. Infatti le previsioni relative al Pil sono tutte al ribasso, sia per i Paesi sviluppati sia per quelli emergenti. A incidere sui dati ci sono: l’aumento dei prezzi del gas all’ingrosso e delle materie prime e i problemi collegati al rifornimento delle forniture energetiche, soprattutto per la Cina e nazioni come Germania, Italia e Polonia, che importano risorse dalla Russia.

Aumento dei prezzi del petrolio e del gas naturale

Il conflitto in Ucraina ha portato un’ impennata nei prezzi del petrolio e del gas naturale e molte preoccupazioni destano gli approvvigionamenti di quest’ultimo soprattutto per molti Paesi Europei, tra cui l’Italia, soprattutto dopo che Putin ha deciso di modificare i contratti e introdurre l’obbligo del pagamento in rubli anziché in euro o dollari. Una mossa che ha portato a far risalire il valore della valuta russa nel mercato finanziario e con cui cerca di attrarre risorse economiche a seguito delle sanzioni della Nato. È importante sottolineare che la paura di restare senza fornitura di gas, ha un’influenza positiva sul ricorso a fonti energetiche alternative e spinge gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

Tagli agli approvvigionamenti di cereali

Russia e Ucraina sono tra i maggiori produttori di cereali e esportatori di fertilizzanti, i tagli di queste forniture potrebbe compromettere la produzione di molti alimenti e avere conseguenze gravi nei settori agricoli e alimentari, con il fallimento di numerose aziende, oltre all’impennamento dei prezzi dei prodotti, come già avvenuto in Italia, per l’olio di semi di girasole. Inoltre, è importante notare che il prolungamento della guerra non solo sta compromettendo la disponibilità di scorte di mais, grano duro e olio di girasole nel breve periodo, ma anche nel lungo. Infatti, se non si arriva alla fine dell’invasione dell’Ucraina in tempi rapidi, difficilmente gli agricoltori potranno fare la semina di tali alimenti e di conseguenza non ci sarà alcun raccolto.

Rischio stagnazione dell’economia mondiale

Come sostengono gli esperti di Borsainside con la guerra in Ucraina, l’economia mondiale rischia di entrare in una fase di stagflazione simile a quella degli anni 70. Una situazione in cui a un aumento dei tassi di interessi e una crescita economica lenta si contrappone a un’elevata disoccupazione. Il consiglio è quello di investire in oro e materie prime, mentre per l’azionariato è bene fare scelte ponderate e tenere sotto controllo l’evolversi del conflitto, per fare scelte strategiche mirate.

Instabilità mercati finanziari

La guerra in Ucraina ha incidenza nelle relazioni internazionali e nel rapporto tra le principali valute (euro, dollaro, yuan). Relativamente a quest’ultimo punto si è potuto già notare la svalutazione del rublo, valuta russa, in seguito alle applicazioni delle sanzioni da parte della Nato, che ha già subito un notevole crollo nel cambio con il dollaro e l’euro. Le previsioni Euro/Dollaro non sono positive, il mercato del Forex risente fortemente del conflitto. Il potere geoeconomico americano porterà a un rafforzamento del dollaro, anche rispetto all’euro, che rischia di perdere la sua posizione di seconda valuta più forte a livello internazionale a favore della moneta cinese, visto che Putin per salvare l’economia del suo Paese tenderà ad appoggiarsi alla Cina.

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