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Lunga vita “o novu Gioveddì”

Da molti strappi ad una risoluzione vicendevole, figlia dei timori e delle esigenze (anche elettorali, l’appuntamento con le urne si avvicina) che attanagliavano le due parti. Non si tratta infatti di una vittoria a senso unico, come una certa narrazione vorrebbe dipingerla; semmai di un assennato compromesso al termine di una lunga striscia di passi falsi.

Dopo circa un anno di arresto del mercato settimanale cittadino, tra i più forniti nel circondario e da sempre universalmente ribattezzato con l’affettuosa espressione dialettale u Gioveddì, sembra essersi conclusa a lieto fine la querelle che negli ultimi mesi ha trascinato il Comune di Lentini e gli operatori commerciali in un accesso scontro dialettico prima e giudiziario poi, a seguito della decisione di trasferimento – da parte dell’Amministrazione uscente – della sede del mercato presso Largo Barcellona, sito nel quartiere Scala Alaimo (o, altresì, zona 167).

Uno scatto che evidenziava le proteste degli operatori commerciali nella precedente area mercatale sita nel quartiere Cristo Re | Lentini (SR) | Fonte: © Redazione Girodivite

Provando ad analizzare sul merito, non posso non evidenziare tanto gli aspetti positivi quanto quelli negativi che emergono e che sarebbero emersi a fronte di qualsiasi scenario. Sussistevano dei validi motivi – sotto i profili dell’immaginario storico-collettivo e della valenza socio-economica – per non sradicare il mercato dalla fortunata sede del quartiere Cristo Re (ove si trasferì decenni or sono, a sua volta, dopo aver lasciato Piazza Oberdan) con l’intento di riformularlo con un nuovo respiro che garantisse più rispetto delle norme, della salute e dell’ordine pubblico; ma al contempo emergevano delle criticità – come ad es. la viabilità o il decoro urbano – comunque difficili da risolvere. Viceversa, erano presenti dei fattori positivi per traslocare la sede mercatale tra cui il rilancio di un quartiere ingiustamente trascurato ed emarginato (sfruttando, con intelligenza, la posizione decentrata di Largo Barcellona) e degli elementi negativi come i tentativi falliti negli anni precedenti, le cospicue perplessità degli operatori commerciali (i più esperti a riguardo, com’è giusto che sia), l’aver vanificato la possibilità di pianificare in quel luogo la mole di servizi di cui il quartiere ha estremo bisogno (a cominciare dalle strutture culturali, dagli impianti sportivi, dal verde pubblico) e molte altre incognite. La politica e le istituzioni democratiche, si sa, hanno il compito di soppesare e di prendere delle decisioni nel rispetto del principio di legalità; ne va del loro fondamento ontologico. E non sempre, purtroppo, è possibile accontentare tutti.

Ciò detto, proviamo sinteticamente ad inquadrare la fattispecie da un punto di vista procedurale e (nondimeno) umano: l’approccio alla vicenda è stato carente sin dall’inizio, sotto molteplici aspetti. Dalla rinunzia al dialogo sino alle soluzioni unilaterali, le quali hanno generato un estremismo tra le parti ampiamente evitabile e che, in alcuni frangenti, ha certificato un preoccupante innalzamento del livello dei toni. L’arte del bilanciamento, della misura e della gentilezza possono risultare assai preziose, in ogni contesto della nostra vita.

Una foto d’epoca di Piazza Oberdan, presso il quartiere Santa Maria Vecchia, prima sede del mercato settimanale cittadino | Lentini (SR) | Fonte: clicca qui

La pandemia globale provocata dal Covid-19 (il cd. Nuovo Coronavirus) ha inaspettatamente donato una finestra temporale più ampia al Comune e gli ha consentito di effettuare/completare/migliorare – sobbarcandosi dunque un esborso di denaro, non proprio il massimo per le languide casse di un ente disastrato sul piano monetario – i lavori per dotare la nuova area mercatale di tutti i presupposti di sicurezza e di igiene. Di converso, i mesi di lockdown hanno ulteriormente aggravato la situazione economica dei singoli operatori commerciali che, conseguentemente, hanno approfondito con più interesse l’effettivo trasferimento nel quartiere Scala Alaimo.

Il resto è cronaca: la firma di un atto transattivo che pone fine ad ogni ostilità giudiziaria, l’ampliamento e la rimodulazione della «[…] disposizione dei posteggi assegnati ai commercianti in possesso di regolare licenza secondo una planimetria concordata con i rappresentanti della categoria», l’assegnazione «[…] mediante graduatoria basata sull’anzianità di presenza al mercato, […] di iscrizione alla Camera di Commercio e […] della licenza per l’esercizio del commercio su aree pubbliche» e infine in considerazione «[…] dello stato di crisi del settore dovuto all’emergenza Covid, il Comune di Lentini si è impegnato a rinunciare a ogni pretesa nei confronti di tutti i commercianti in possesso di regolare licenza in ordine alle somme dovute per l’occupazione di suolo pubblico per l’intero 2020 anche a parziale ristoro del mancato svolgimento del mercato» (Fonte: WEBMARTE.TV).

Da molti strappi ad una risoluzione vicendevole, figlia dei timori e delle esigenze (anche elettorali, l’appuntamento con le urne si avvicina) che attanagliavano le due parti. Non si tratta infatti di una vittoria a senso unico, come una certa narrazione vorrebbe dipingerla; semmai di un assennato compromesso al termine di una lunga striscia di passi falsi. Un sentiero impervio sin dall’inizio, che a nessun rivale conveniva percorrere da solo, con l’ipotesi di una meta che sarebbe risultata disastrosa: l’ennesima spada di Damocle sul fronte giudiziario per un ente in dissesto finanziario, il fallimento parziale e/o totale delle attività lavorative in capo agli operatori commerciali, la perdita definitiva di un altro tassello dell’anima per la nostra città.

Per fortuna, ciò non è accaduto. Lentini ha riacquistato il suo nuovo mercato che – mi informano, non essendo un assiduo frequentatore – è molto bello, spazioso ed accogliente. Soltanto il tempo ci dirà se il suo spostamento si sarà rivelata una scelta giusta o meno.

Nel frattempo, da lentinese, non posso che gioire ed augurare lunga vita o novu Gioveddì.

Da sinistra verso destra: il rappresentante degli operatori commerciali Giuseppe Coco e Saverio Bosco (1983), Sindaco di Lentini a partire dal 20 Giugno 2016 | Lentini (SR) | Fonte: clicca qui

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