Diciamoci tutto

L’inderogabile compito di rimanere uniti

In questo momento, è necessario preservare più che mai l’unità nazionale scongiurando quei fenomeni che minano la coesione sociale. Esecutivo ed enti locali, maggioranza ed opposizione, comunità scientifica e libera informazione: urge impegnarsi per lo stesso obiettivo, mantenendo una linea comune che contrasti l’insorgere di ulteriori diseguaglianze e di nuove categorie di povertà.

Un Governo, un Paese, un’Europa colti impreparati.

Abbiamo sprecato del tempo prezioso, diluendo nelle dolci sponde dei nostri mari il recente passato. Invocare le scriminanti dell’imprevedibilità e dell’inconsapevolezza, stavolta, non ci è concesso. Dall’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 24 Ottobre 2020, firmato nella giornata di ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e in vigore da oggi, traspare giustamente – seppur nei suoi limiti sul piano del lessico giuridico e nelle sue contraddizioni come ad es. la decisione di porre un freno al mondo della cultura risparmiando al contempo i centri commerciali – l’esigenza di contenere l’emergenza da Covid-19 (il cd. Nuovo Coronavirus). Ma la verità è che questo scenario non avrebbe dovuto ripetersi: non avremmo dovuto rincorrere nuovamente la curva epidemiologica dei contagi, non avremmo dovuto rischiare di compromettere ancora una volta il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nonché i reparti di terapia intensiva, non avremmo dovuto ripresentare da copione l’annosa diatriba tra il diritto alla salute e il settore economico.

Giuseppe Conte (1964) è un politico, giurista ed accademico italiano. Dal 1° Giugno del 2018 è Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana | Fonte: clicca qui

Benché ritenga che dall’inizio della pandemia il sistema-Italia abbia agito e reagito (seppur tra mille errori e/o impedimenti di natura oggettiva) bene nel suo complesso, applicando in maniera spasmodica ma costruttiva il nuovo impianto giuridico-costituzionale caratterizzato dal pluralismo cooperativo – nell’articolazione della Repubblica in Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato – e dall’attuazione della concezione orizzontale-collegiale a seguito della legge costituzionale del 18 Ottobre 2001, n. 3 (la cd. Riforma del Titolo V), negli ultimi mesi si poteva e si doveva fare di più.

In questo momento, è necessario preservare più che mai l’unità nazionale scongiurando quei fenomeni che minano la coesione sociale. Esecutivo ed enti locali, maggioranza ed opposizione, comunità scientifica e libera informazione: urge impegnarsi per lo stesso obiettivo, mantenendo una linea comune che contrasti l’insorgere di ulteriori diseguaglianze e di nuove categorie di povertà. Per far questo occorre definitivamente abiurare ogni forma di indecisionismo, negazionismo, populismo, sovranismo e cretinismo in generale. Occorre evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica che fa (incautamente) leva sui disagi e sulle insofferenze dei singoli individui. Occorre manifestare legittimamente il proprio dissenso – qualora chiunque lo si ritenesse opportuno – rispettando le attuali prescrizioni, munendosi di buonsenso e condannando qualsivoglia infiltrazione dei cd. «professionisti della protesta», dei folli e degli estremisti la cui unica finalità rimane invariata: generare violenza, sempre e comunque, in qualsiasi contesto.

Covid-19 in Europa: fattore di peggioramento | Fonte: clicca qui

Le restrizioni e i coprifuoco sono difficili da digerire, ma talvolta necessari. Non cadiamo nell’insensata ricerca di un φάρμακον (ossia capro espiatorio) addossando tutta la colpa al Governo, ai giovani, ad un’entità qualsiasi che giustifichi le responsabilità di ciascuno. Sorgeranno gli spazi per le analisi, per le risoluzioni sui marasmi gerarchico-normativi tra Stato ed enti locali, per gli approfondimenti sul corretto utilizzo di un provvedimento amministrativo come il DPCM, per le comprensioni sulle mancanze in ambito sanitario, per le sintesi volte al superamento di un’atavica burocrazia che imbriglia incessantemente la macchina pubblica e gli stessi organi statuali.

Ma in questi precisi istanti, l’Italia e i suoi cittadini hanno l’inderogabile compito di rimanere uniti. Con determinazione, coraggio e spirito di sacrificio. Perseguendo, insieme, un’unica meta.

➤ Testo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 24 Ottobre 2020: clicca qui

Scontri tra le forze dell’ordine e alcuni manifestanti in Piazza del Popolo | Roma | Fonte: clicca qui

Fonte dell’Immagine in evidenza: clicca qui

banner la gazzetta

In alto