Cultura

Lentini | Abbandono di Colle San Mauro: campanello d’allarme di “Radici Leontine”

Leontinoi-Lentini prende le mosse dalla valle San Mauro, sovrastata dai colli San Mauro e Metapiccola e abbracciata dai fiumi Lisso e Carrunchio, che oggi scorrono sotto il centro storico. Dal villaggio preistorico sul colle Metapiccola, risalente all’Età del Ferro (XI-IX secolo a.C.), le cui capanne scavate nella roccia sono la testimonianza dell’arrivo di una civiltà nuova; dalle possenti mura di difesa (VI-III secolo a.C.) che cingono i colli San Mauro e Metapiccola costruite e distrutte a più riprese; sino alla porta meridionale, col suo sistema di fortificazione a tenaglia, testimoni delle alterne vicende della bellicosa Leontinoi e delle sue lotte per l’indipendenza da Siracusa e per l’egemonia sui feraci “Campi Leontini” (così gli storici definivano la piana).

Dopo aver accolto l’appello di alcuni cittadini, l’associazione “Radici Leontine” ha voluto ripercorrere questa antica strada che storicamente collega la città al parco archeologico di Leontinoi, facendo suonare un campanello d’allarme sullo stato di abbandono di un luogo a cui tutti erano legati, (ma in parte crollato da tempo) attraverso le parole della sua portavoce, l’avvocato Rossana Fangano che per conto della stessa associazione si è già attivata inviando una “pec” alle autorità competenti.

«Oggi il nostro grido d’allarme si alza più forte che mai – spiega la portavoce – facciamo appello a tutta la classe politica, affinché non si ripetano gli errori del passato costati cari a questa comunità in modo tale che l’incuria non seppellisca ancora una volta la storia di questo paese. Come pensiamo di rilanciare il Territorio se poi la parte più bella ed antica viene abbandonata? Chiediamo immediatamente la messa in sicurezza della strada e l’avvio di una task-force di tutte le istituzioni affinché si reperiscano prima possibile i finanziamenti che ne permettano la sistemazione ed il rilancio. Riteniamo che per questo territorio una delle pochissime ancore di salvezza sia proprio il settore turistico, per cui in tutti i modi bisogna adoperarsi per migliorare e preservare ciò che rappresenta ricchezza culturale, paesaggistica, naturalistica per il territorio».

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