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La Chiesa leontina e la traslazione delle Reliquie nel 1517

In breve entrarono nel cortile. Ai monaci, impauriti per quella brusca invasione di uomini armati, illustrarono ancora una volta il nobile scopo della loro missione, ossia ritornare in possesso delle Reliquie dei loro Santi Patroni; Reliquie che, alla fine, furono loro consegnate dall’Abate. Il 2 Settembre del 1517, quindi, ottanta cavalieri entrarono al galoppo a Lentini accolti dagli applausi e portavano, sorretta da “fra servo di Dio”, la cassetta con le Reliquie dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. Questa fu consegnata ai sacerdoti della città e, dopo una solenne processione, venne custodita nella Chiesa dedicata ai Santi Martiri.

Dopo il martirio che i Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino subirono a Lentini il 10 Maggio del 253, i loro corpi furono custoditi con grande devozione nella città medesima fino al 627 quando, a causa dell’invasione della Sicilia da parte dei Saraceni sbarcati a Mazara del Vallo (Provincia di Trapani), l’ultimo Vescovo Costantino nonché Abate del Monastero Basiliano di San Filippo di Fragalà (ubicato a Frazzanò, in Provincia di Messina), si rifugiò in quel luogo portando con sé le spoglie dei Tre Fratelli. Le varie vicende che seguirono si possono così riassumere: in seguito all’avanzare dei Musulmani, lo stesso Costantino trasferì le Sacre Reliquie nel Convento di Alunzio – sua città natale – nascondendole in alcune grotte sotterranee di cui si persero le tracce dopo la distruzione della stessa Alunzio da parte dei Saraceni.

Monastero Basiliano di San Filippo di Fragalà | Frazzanò (ME) | Fonte: © Associazione Progetto Futuro Migliore

A seguito dell’anno 1000 e della liberazione della Sicilia dai Saraceni per opera di Ruggero I di Sicilia (o, più semplicemente, Conte Ruggero), le spoglie dei Santi Martiri furono ritrovate nei pressi dell’antico insediamento greco di Apollonia durante la costruzione di San Fratello (Provincia di Messina) – errata traduzione dell’antica denominazione di San Frareau, che si riferiva in verità a San Filadelfio – racchiuse in delle casse ferrate insieme con gli atti del martirio e portate ai Basiliani di Fragalà che dettero una porzione dei resti di San Filadelfo alla nuova città.

Intanto le Sacre Reliquie furono murate in una Chiesa accanto al Convento e, in seguito, se ne persero le tracce. Nel 1387 furono ritrovate durante i restauri della Chiesa suddetta, furono murate sotto un altare perdendosene ancora la memoria. Il 22 Settembre del 1516 le Sacre Reliquie dei Tre Fratelli vennero nuovamente ritrovate ed esposte alla solenne venerazione dei fedeli dopo aver segato le tre calotte craniche che vennero donate al Monastero del SS. Salvatore di Messina ove risiedeva l’Archimandrita dei Basiliani.

Antica litografia contenuta all’interno dell’opera dal titolo “Istoria de’ SS. MM. Alfio, Filadelfo e Cirino fratelli e lor compagni”, edita a Catania nel 1691, realizzata dal gesuita e storico lentinese Filadelfo Mauro | Fonte: clicca qui

Ben presto la notizia giunse a Catania e poi a Lentini, dove si decise di mandare cinque sacerdoti e un laico al Monastero Basiliano per sondare gli umori di quei monaci e, allo stesso tempo, per studiare la topografia del Convento nel caso si dovesse optare per un ricorso alla forza. La missione non ebbe, purtroppo, un esito felice: sulla loro richiesta i monaci non si pronunciarono apertamente, avallarono diritti e chiesero di sentire prima i loro superiori. Al ritorno in Lentini, questa presa di posizione fu illustrata dagli sconfitti ambasciatori ai loro concittadini che, desiderosi di avere al più presto i resti mortali dei propri Martiri Protettori, votarono ad unanimità in assemblea di armare una spedizione per avere con la forza quello che non erano riusciti ad ottenere con la forza di quella legge naturale che dava loro il diritto al possesso delle Sacre Reliquie. Questa, al comando di Giovanni Musso, giunse sul far della notte del 29 Agosto di fronte al Monastero di Fragalà. Dopo aver ripetutamente bussato, rassicurando i monaci delle loro intenzioni, i lentinesi – rivelatisi del tutto vani i tentativi di pacifico accesso – decisero d’irrompere con la forza.

In breve entrarono nel cortile. Ai monaci, impauriti per quella brusca invasione di uomini armati, illustrarono ancora una volta il nobile scopo della loro missione, ossia ritornare in possesso delle Reliquie dei loro Santi Patroni; Reliquie che, alla fine, furono loro consegnate dall’Abate. Il 2 Settembre del 1517, quindi, ottanta cavalieri entrarono al galoppo a Lentini accolti dagli applausi e portavano, sorretta da fra servo di Dio, la cassetta con le Reliquie dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. Questa fu consegnata ai sacerdoti della città e, dopo una solenne processione, venne custodita nella Chiesa dedicata ai Santi Martiri.

Le tre calotte craniche dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino custodite presso la Cappella delle Sacre Reliquie all’interno della Basilica Cattedrale protometropolitana di Santa Maria Assunta di Messina | Fonte: © Giada Musumeci

Da quel momento le Sacre Reliquie si trovarono così suddivise:

  • La porzione delle spoglie di San Filadelfo alla città di San Fratello;
  • Le tre calotte craniche al Monastero del Santissimo Salvatore e, oggi, custodite presso la Basilica Cattedrale protometropolitana di Santa Maria Assunta di Messina;
  • Tutto il rimanente alla città di Lentini.
Reliquie dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino custodite presso la Chiesa Madre (Ex Cattedrale) Santa Maria la Cava e Sant’Alfio | Lentini (SR) | Fonte: © Emanuele Grillo

Ma se il cittadino comune era stato soddisfatto nelle sue aspirazioni la Chiesa leontina, invece, non poteva chiudere questo capitolo della sua nobile storia con quell’atto di forza extra legem. Così mandò alcuni doni ai monaci di Fragalà e successivamente, tramite la brillante arringa di difesa di Don Costantino – inviato espressamente dal Senato lentinese in Vaticano – chiese ed ottenne dal Sommo Pontefice Leone X la conferma della titolarità del possesso delle Reliquie e la remissione di ogni censura.

Il 10 Maggio 2020, con decreto dell’Arcivescovo Metropolita di Siracusa S.E. Mons. Salvatore Pappalardo, la Chiesa dei Tre Santi (o della Fontana) – già dedicata a San Mercurio nonché luogo del martirio dei Tre Fratelli – è stata eretta a Santuario Diocesano dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.

Fonti:

Interno del Tomo Primo dell’opera “Vitae Sanctorum Siculorum ex antiquis Graecis Latinisque monumentis”, pubblicata postuma a Palermo nel 1657, redatta dal gesuita e storico siracusano Ottavio Gaetani (1566-1620) | Fonte: clicca qui

Fonte dell’Immagine in evidenza: © Emanuele Grillo

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