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Kouros di Leontinoi: quando l’arte si prostra al marketing

Il fato volle, però, che non fossi l’unico lentinese nei paraggi: vi era un “fanciullo”, più grande e più saggio, ad attendere pazientemente il mio arrivo. O meglio, erano due. Si trattava del “Kouros di Leontinoi”, nel suo assemblaggio tra la testa apollinea rinvenuta da Ignazio Paternò Castello V Principe di Biscari e il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 dall’Archeologo Paolo Orsi per la cifra di mille lire.

Lo scorso anno ebbi la fortuna di recarmi per alcuni mesi a Palermo, presso il Palazzo Branciforte, per seguire insieme ad altri novantanove studenti appositamente selezionati e provenienti da ogni parte d’Italia il ciclo di lezioni inerenti al Diploma in Politica Internazionale promosso da ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (col sostegno della Fondazione Sicilia) e conseguito nel mese di Novembre del 2019.

Kouros di Leontinoi | Fonte: clicca qui

Il fato volle, però, che non fossi l’unico lentinese nei paraggi: vi era un fanciullo, più grande e più saggio, ad attendere pazientemente il mio arrivo. O meglio, erano due. Si trattava del Kouros di Leontinoi, nel suo assemblaggio tra la testa apollinea rinvenuta da Ignazio Paternò Castello V Principe di Biscari (custodita all’interno del Museo Civico di Castello Ursino, Catania) e il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 dall’Archeologo Paolo Orsi per la cifra di mille lire (conservato nel Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”, Siracusa).

L’operazione di ricongiungimento dei due reperti (con sistemi reversibili) non trova, infatti, alcun riscontro nel mondo accademico e men che meno nella comunità scientifica. Non essendo un esperto in materia, mi limito a riportare un contributo del Professore Massimo Frasca, Docente di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Catania: «[…] L’assemblaggio permanente delle due sculture costituisce un’operazione che non ha un fondamento scientificamente accertato. Oltre a non esservi certezza della provenienza delle due sculture da uno stesso contesto, infatti, mancando l’attacco diretto tra le due parti, si è resa necessaria aggiungere una terza parte di raccordo, che ha restituito una figura di kouros “originale” e insolita, caratterizzata com’è da un collo eccessivamente lungo che la avvicina più a un’opera di Modigliani che a un’opera greca. Basti confrontare l’esito dell’assemblaggio […] con alcune statue simili complete di teste come l’efebo di Kritios di Atene o per restare sempre in ambito siceliota o magno greco come il kouros di Reggio Calabria, scolpito in un marmo proveniente dalle stesse cave dell’isola di Paro, che come hanno dimostrato gli studi del Prof. Lorenzo Lazzarini “è il più utilizzato sia nella statuaria che nell’architettura di VI e V secolo a.C.” in Sicilia e Magna Grecia».

Parco Archeologico di Leontinoi | Carlentini (SR) e Lentini (SR) | Fonte: clicca qui

Volendo andare oltre una questione che si presenta più come una mera operazione di marketing che altro, le cui «[…] attività di montaggio, smontaggio, imballaggio e trasporto» potrebbero peraltro mettere «[…] a rischio l’integrità di due statue originali di circa 2.600 anni fa», esorto alcuni esperti/addetti ai lavori (o aspiranti tali) a non sorvolare con estrema facilità sui tecnicismi bensì a trovare il tempo per studiare e per approfondire con più attenzione una materia che richiede – come tutti i campi del sapere – conoscenza, dignità e rispetto.

Ciò non scalfisce, ovviamente, la mia felicità nell’apprendere che l’Assessore Regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà – a seguito della sua visita presso il Parco Archeologico di Leontinoi e il Museo Archeologico di Lentini in compagnia del Direttore Lorenzo Guzzardi e del Sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, poi in un’area privata adiacente l’area archeologica insieme a Settimo Minnella, proprietario di una vasta zona verde di interesse archeologico – abbia deciso di esporre i due reperti del Kouros anche a Lentini (la loro casa) il prossimo anno, in concomitanza del progetto Leontinoi 2021 e nel 2750° anniversario dalla fondazione della colonia greca di Λεοντῖνοι (729 a.C.).

Coloro i quali si ponevano il quesito – non senza una certa veemenza – del motivo per cui l’Assessore Regionale ai BB.CC.I.S. si fosse recato nel nostro territorio (criticandolo in modo gratuito), dovrebbero ora chiedersi (tra elogi ed esultanze) perché il Comune di Lentini e i rappresentanti delle sue istituzioni fossero assenti.

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Progetto Leontinoi 2021, in concomitanza del 2750° anniversario dalla fondazione della colonia greca (729 a.C.) | Fonte: clicca qui

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