Cronaca

Estorsione e caporalato, eseguite due ordinanze di misura cautelare

La Polizia di Stato di Siracusa ha eseguito questa mattina la Misura Cautelare del divieto di un anno di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese nonché il divieto di dimora nel comune di Carlentini come disposto dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa su richiesta del procuratore aggiunto dott. F. Scavone e sostituto procuratore dott. G. Bono della Procura della Repubblica aretusea nei confronti dell’amministratore unico e del suo diretto collaboratore di una nota società di autotrasporti della provincia. Le misure sono state adottate nell’ambito delle attività di contrasto finalizzate ad accertare violazioni al regolamento europeo sui tempi di guida e riposo dei mezzi destinati al trasporto merce, nel mese di marzo del 2019 sulla scorta delle notizie informalmente raccolte da alcuni autisti di veicoli adibiti professionalmente al trasporto di merci su strada, i magistrati della Procura della Repubblica di Siracusa avvalendosi del personale Polizia Stradale di Siracusa e Lentini, avviavano articolate indagini anche di natura tecnica. L’esame dei tracciati digitali riferibili ai tempi di percorrenza, lo scambio di messaggi su whatsApp e le dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini consentivano di accertare che l’amministratore unico ed un dipendente, suo diretto collaboratore, nella gestione dell’azienda, con una certa regolarità e dietro la minaccia del licenziamento, imponevano ai propri autisti massacranti e lunghe ore di guida obbligandoli a ritmi serrati sottoponendoli, in tal modo, a condizioni di assoggettamento. Ed ancora: la compilazione del modulo per la decurtazione dei punti della patente di guida ed il pagamento della sanzione amministrativa per la violazione all’art.179 del codice della strada delle quali ne risultavano estranei poiché la responsabilità effettiva dell’infrazione era a carico di altri autisti maggiormente “compiacenti alle direttive aziendali”. Le condotte degli indagati, rilevano pertanto una pericolosità sociale tale da mettere a rischio, non solo la salute e la vita dei propri dipendenti ma anche quella degli utenti della strada. Pesanti le motivazioni delle ordinanze a carico dei due soggetti ritenuti responsabili, in concorso fra loro, dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estorsione, violenza e minaccia finalizzata alla commissione di reato e falsità ideologica.

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