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Addio al Maestro Ennio Morricone: una grave perdita di levatura internazionale

Uno stile compositivo avvolgente, sensibile, visionario, penetrante, innovativo, passionale, brillante, descrittivo, sognante e, in taluni casi, persino onomatopeico: i suoi spartiti sono intrisi di rara profondità e cura nei minimi dettagli, ma al contempo sono contraddistinti da una semplicità limpida e diretta in grado di stimolare – nell’immediato – le emozioni più vere della vita, i ricordi e i desideri più preziosi della mente, i sentimenti più fervidi del cuore.

La scomparsa del Maestro Ennio Morricone rappresenta una grave perdita di levatura internazionale, non soltanto nei campi della musica e del cinema.

Classe 1928, romano, diplomato in Tromba, Strumentazione per Banda e Composizione. Gran lavoratore, ecletticamente versatile (era in grado di passare dalla musica classica/sinfonica a quella leggera), dotato di immensa costanza e di infinito talento, ha collaborato con artisti di alto profilo come Paul Anka, Chet Baker e Mina, curandone gli arrangiamenti. Abbandonati gli studi RAI durante il primo giorno di lavoro (ritenne infatti di non poter esprimere al meglio il suo potenziale in quel determinato contesto), iniziò a dedicarsi con più tenacia alle musiche da film.

Ennio Morricone (1928-2020) Ennio Morricone è stato un compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano | Fonte: clicca qui

Fortunatissimo il sodalizio con il suo vecchio compagno delle Elementari, Sergio Leone: il mondo si innamorerà presto – e per l’eternità – dei cd. spaghetti-western (terminologia alquanto opinabile) così come delle doti di due tra i più grandi artisti del Novecento. Estremamente proficue, ancora, le collaborazioni con alcuni giganti della settima arte tra cui Giuseppe Tornatore (il connubio col regista di Bagheria in Provincia di Palermo e, soprattutto, l’amore intramontabile verso la moglie Maria Travia originaria di Gioiosa Marea in Provincia di Messina hanno partorito in lui un viscerale legame con la Sicilia e i suoi abitanti), Bernardo Bartolucci, Pier Paolo Pasolini e Quentin Tarantino.

Uno stile compositivo avvolgente, sensibile, visionario, penetrante, innovativo, passionale, brillante, descrittivo, sognante e, in taluni casi, persino onomatopeico: i suoi spartiti sono intrisi di rara profondità e cura nei minimi dettagli, ma al contempo sono contraddistinti da una semplicità limpida e diretta in grado di stimolare – nell’immediato – le emozioni più vere della vita, i ricordi e i desideri più preziosi della mente, i sentimenti più fervidi del cuore. Sotto il profilo personale, è stato un onore aver ricevuto l’opportunità di ravvicinarmi – anche solo per un istante – ai suoi capolavori, attraverso i tasti di un pianoforte e/o prestando la voce in concerto.

Talento, versatilità, costanza, semplicità e competenza: le imprescindibili ricette con cui raggiungere l’universalità. A poco importano, peraltro, i riconoscimenti tardivi dell’Academy Award nei riguardi del genius loci italiano: la sua trasversale grandezza, che ha plasmato intere generazioni nel globo ed ha mutato il corso degli eventi, è impossibile da racchiudere in una statuetta.

Le sue creazioni, le sue note e le sue melodie (in perfetta sintonia con le pellicole di riferimento) erano, sono e saranno destinate all’irraggiungibile, all’infinito, al divino. Per sempre. Un’eredità, un patrimonio, un dono da custodire con riconoscenza.

Arrivederci, Maestro.

«Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno».

«La musica esige che prima si guardi dentro se stessi, poi che si esprima quanto elaborato nella partitura e nell’esecuzione».

«Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire».

(Ennio Morricone)

Tra i suoi numerosi riconoscimenti, il Maestro Ennio Morricone ha ottenuto due Premi Oscar: quello Onorario nel 2007 e quello alla Migliore Colonna Sonora nel 2016 | Fonte: clicca qui

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